counseling e coaching a treviso. diario della quotidianità di una professionista nella relazione d'aiuto.

“Che giornata storta! Non ne va dritta una… possibile che capitino tutte a me?”

 

Mai successo di svegliarsi così e peggio ancora di proseguire durante la giornata?

Scagli la pietra chi… “non mi è mai successo!”

Pensate che stamane la mia giornata è partita così, complici 3 notti insonni (chi ha figli sa cosa succede quando si ammalano)! Nonostante il tempo fosse meraviglioso, la luce del sole entrava nella mia casa ad illuminare ovunque… niente! Energie a zero, mal di testa, voglia di fare nulla! Eh sì, succede anche a chi come me si occupa di aiutare gli altri, succede anche ai counselor, ai coach, non siamo immuni da tutto ciò.

Però… c’è un però! Il trucco è venirne fuori senza portarsi addosso tutta la giornata questa sensazione di incompletezza, di inadeguatezza, di sentirsi un pesce fuor d’acqua.

 

E così ho tirato fuori dal mio cassetto segreto quel foglietto, tutto spiegazzato, consumato ormai dalle mille letture. L’ho aperto, e con gli occhi ho cominciato a scorrerlo, alla ricerca di quelle parole, proprio quelle che mi servivano. E le ho trovate… poi ho preso, sempre dal mio cassetto segreto, la bacchetta, quella ormai storta e un po’ scolorita ma che è la mia preferita. E tutto ha preso forma: ho detto la formula magica fatto roteare la bacchetta 3 volte e … voilà il gioco è fatto.

 

In realtà quel foglietto era la mia rivista preferita, la bacchetta la poltrona dove mi appoggio a leggere, e quelle parole magiche la mia mente che si concedeva quel momento “magico” tutto per sé..

Se poi aggiungete il programma radiofonico preferito quando sono andata a fare la spesa… BINGO!! La giornata ha preso risvolti inaspettati, di consapevole gioia e gratitudine per ciò che mi circonda. Ho cominciato a notare le persone dai volti sorridenti, a sentire i “bociaran” (trad.: ragazzi) che con i loro scooter vanno incontro all’estate e alla loro giovinezza. E la vita è diventata di nuovo come un fiore di pesco.

Ognuno di noi dovrebbe possedere un luogo magico dove potersi ricaricare: ascoltare la musica preferita, leggere un libro, fare una passeggiata nel parco.

 

Vi ho svelato il mio “segreto” … e il vostro qual è? Dove vi rifugiate?

 


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4 commenti

  1. 12 aprile 2011    

    anche io ho un posticcino dove rifuggiarmi…..
    la mattina presto (ore 05.00) la città è vuota e ci sono solo io e il mio cane.
    c’è un grande silenzio. tutti dormono ancora tranne la natura.
    sì la natura inizia a svegliarsi ed io assieme a lei.
    nelle mattine fredde e piovose i miei pensieri sono un pocchino…… “difficili”
    le altre mattine non si non volgere i propri pensieri a cose positive e belle.

    • 12 aprile 2011    

      bell’immagine… tu con il cane in giro per la città… bello il tuo rifugio!

  2. Giuliano Giuliano
    12 aprile 2011    

    I migliori auguri per la tue competenze,per tutte quelle che ti accompagneranno, attraverso i paesaggi colorati e ripidi della mente, dandoti l’opportunità di crescere facendo la differenza:-) Ti abbraccio a presto.

    • 12 aprile 2011    

      Grazie giuliano, mi piace l’immagine dei paesaggi colorati…

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