counseling e coaching a treviso. diario della quotidianità di una professionista nella relazione d'aiuto.

Questa mattina sulla mia bacheca di Facebook è apparso questo messaggio:

Photobucket Ha una relazione complicata fra il pensare il dire e il fare

“Simpatica!” ho pensato. Poi però questa frase ha continuato a ronzarmi nella testa e ho realizzato che è proprio vero: a volte abbiamo difficoltà a far andare d’accordo quelle tre azioni. Pensiamo una cosa, ne diciamo un’altra e di nuovo quella che facciamo è diversa. Ho pensato a me stessa, a quanto volte mi è capitato e alle volte in cui i clienti che si rivolgono a me mi raccontano in sostanza la stessa cosa. Spesso conosciamo bene la teoria, potremmo fare perfino dei trattati su come ci si dovrebbe comportare in certe situazioni, poi però quando si tratta di mettere in pratica diciamo l’opposto, per non parlare di fare il contrario. Perché tutto questo?

Quando un cliente si rivolge a me e mi racconta di questa difficoltà il più delle volte ricorro a EFT e Logosintesi e di solito ne escono convinzioni limitanti, magari cose dette da persone di famiglia, oppure dalle istituzioni che ci impediscono in qualche modo di seguire ciò che il nostro cuore ci dice. E’ come se ascoltassimo di più queste convinzioni piuttosto che il nostro buon senso. In genere (purtroppo!) cresciamo in un ambiente in cui si impara che ci sono cose giuste e sbagliate in assoluto! Non si lascia spazio all’individualità: se una cosa è giusta per me non significa che lo sia anche per gli altri. E’ come se si sostenesse che esiste un solo unico vero modo corretto di lavare i piatti: ma è vero? Se ora vi chiedessi come lavate voi i piatti ne uscirebbero le diverse tecniche: chi non li lava affatto, chi prima lava i bicchieri e poi i piatti, chi lascia i bicchieri per ultimi, chi li lava subito, chi aspetta che il lavello trabocchi…

La vita non ha un solo modo di essere vissuta: possiamo e aggiungerei dobbiamo trovare il nostro che sarà diverso dagli altri. Così potremmo davvero permetterci la felicità, perché saremo in sintonia con noi stessi. Ed essere in sintonia con noi stessi è sicuramente il primo e più importante passo per trovare il nostro posto nel mondo.

Buona ricerca a tutti!


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4 commenti

  1. 30 luglio 2011    

    Un abbraccio a te Carla, come sempre sai cogliere :-)

  2. 29 luglio 2011    

    Tanti modi di lavare i piatti…e se è vero per i piatti…!!! Sei geniale, come sempre! Un abbraccio

  3. 29 luglio 2011    

    tanti passi e poi si fanno i chilometri :-)
    Sarebbe proprio bello che potessimo tutti accettare i modi diversi del prossimo, mi piacerebbe tanto che le persone guardassero alla diversità come un’occasione di crescita, di ampliare le proprie vedute. Non è necessario essere d’accordo con i modi differenti, sarebbe necessario invece accettarli come un fatto ovvio… siamo tutti diversi e… per fortuna, altrimenti sai che noia?

  4. 29 luglio 2011    

    si è vero! pensa proprio oggi ne parlavo con mario…..
    vorrei aggiungere però:
    Ricordiamoci sempre delle diversità di vedute e le culture diverse.
    Non dimentichiamo i modi diversi di vivere.
    Accettiamo chi vive in questi modi.
    Confrontiamoci ed impariamo tutto ciò che può essere di aiuto nella nostra crescita.
    Così saremo “in sintonia con noi stessi” e sicuramente sarà il secondo passo “importante per trovare il nostro posto nel mondo.”

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