counseling e coaching a treviso. diario della quotidianità di una professionista nella relazione d'aiuto.

 

Mastro Yoda, Guerre Stellari episodio V.

 

Saggezza popolare?

Che sia popolare o no, mi ha fatto veramente riflettere. Se partiamo dal presupposto di imparare dai nostri errori (tentativi?), per poter migliorare, per poter vedere le cose da angolazioni diverse, provare non esiste. Si tratta solo di fare o non fare una cosa. Il provare indica già quasi una sconfitta, come se mettessimo le mani avanti a dire “Ci provo, dubito di poterci riuscire, ma sono una persona di buona volontà e per far vedere che ci tengo almeno tento”.

Nel FARE esiste una serie infinita di possibilità: riuscire, riuscire solo in parte, fallire, scoprire nuove teorie, creare nuove idee, inventare nuove possibilità, delusione, vittoria, noia… e la lista proseguirebbe all’infinito.

Nel NON FARE esiste una cosa soltanto:

Già, un semplice punto interrogativo, perché è quello che resta di fronte alla decisione di rimanere immobili. Chiamatelo Ignoto o come volete… non cambia la sostanza. Chi non fa non saprà MAI cosa sarebbe successo se avesse scelto di FARE.

Ci sono tanti motivi che ci spingono a non fare. Di solito la fa da padrona la paura: del fallimento, del giudizio, delle conseguenze. Poi ci possono essere anche altre con-cause: la pigrizia, la scarsa autostima, credenza limitanti.

Per affrontare tutti questi freni può davvero venire in aiuto un percorso di counseling, integrato magari da tecniche di psicologia energetica (EFT, Logosintesi), che ci aiuta a ritrovare la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità.

Così non resta che scegliere tra FARE e

Voi cosa vorreste mettere dopo o puntini?

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2 commenti

  1. 1 dicembre 2011    

    ?… Hai ragione, come sempre
    n bacio.

    • 25 marzo 2012    

      ciao, s hai ragione. L’amarezza la sento anche io nelle mie grnioate al punto che a volte non mi riconosco. Non sono sorridente come qualche mese fa. Ed vero che mi danno molto da fare certe influenze negative che col ritorno dalle ferie sono ricomparse via via nella mia vita. Un uomo che si fatto risentire e mi ha ricordato il passato, altri ex di cui mi giunge notizia perch saliti alla ribalta delle cronache locali con le loro vicissitudini sentimentali le amiche che mi chiedono di passare insieme le serate (due questa settimana) per dirmi sempre le stesse cose mia madre che mi ha chiamato per raccontarmi di come stata male fisicamente negli ultimi giorni, lamentandosi con la voce da moribonda ( stata male davvero, ma sta male da anni e io credo sia un problema psicologico e lo pensa anche pi di un medico, ma lei, naturalmente, non lo crede n fa nulla, come non ha mai fatto nulla, per dare un senso alla sua vita e migliorarla pesa solo sugli altri) Pensa, ieri invece ho sentito mio padre che ha chiesto a me come stavo e non mi ha accennato a lei (vivono insieme) e io non ho detto a mio padre del mio malessere per non preoccuparlo (e lo so che esagero in questa mia autarchia, ma come si fa ).Insomma, vero, per lo pi sono circondata da persone negative, che danno la colpa agli altri, che si sfogano con me e che mi dicono anche cose come “fortuna che ci sei tu” (le mie amiche). E io ho anche cercato di evitarle queste amiche. Una non la vedevo da quasi due mesi, l’altra una collega e cerco di limitare i pranzi di lavoro perch non ne posso pi delle sue lagne. Non solo questa gente non fa che lamentarsi, ma ha una visione del mondo negativa e le colpe son tutte degli altri, che “sono tutti cos ” per cui inutile canbiare uomo! Non facile a volte tenere a bada il senso di colpa ignorandole, ma cerco di farlo sempre pi spesso. Ho dato loro libri da leggere, ho dato consigli, abbiamo parlato per ore ma da anni non cambia nulla. E per di pi mettono dubbi sulla mia strada.Io mi devo concentrare su me stessa, senza essere scoraggiata o frenata n da amiche che si sono rassegnate, n da una madre che non sa dare, tantomeno da bambocci mai cresciuti. Non sono al mondo per ascoltare le lagne altrui e per tamponare le falle nella vita di chi non fa nulla per aiutarsi e gli tutto dovuto. Sono come zavorre per me. Me ne rendo ben conto.Purtroppo quella la madre che ho. Fortuna che vivo per conto mio.Quanto alle amiche, ne ho anche altre meno negative e pi mondane (non ripiegate su se stesse, chiuse in casa a rimuginare) e ultimamente le ho recuperate.Gli ex li tengo alla larga e cerco di non pensarci. Ma alle volte tutto pare remare contro. Comunque, s , Ilaria, terr conto dei tuoi consigli. Sono consapevole di avere frequentato e frequentare persone che non tengono il mio passo. S , devo assolutamente cambiare. Non parlare di certi argomenti con quelle due amiche impossibile, giuro. Non pensano ad altro vivono in realt molto piccole composte della sola famiglia e del lavoro (in un caso in famiglia) e non hanno altro in testa che i loro problemi di coppia, eventualmente quelli dei figli (per me una noia mortale) dei genitori o dei suoceri comunque sempre e solo problemi e insoddisfazioni. A volte cambio discorso, ma si torna sempre l . L’unica davvero smollarle e con una in particolare ci provo da tempo. Certo, anche io mi sono sfogata con loro quindi si aspettano di poter fare altrettranto, ma quando i discorsi non sono costruttivi e non servono a nulla davvero mi chiedo che senso abbia. E poi non sono una psicologa e poi ho altro da fare che ascoltare 100 volte le stesse cose. E poi, che diavolo, che si arrangino se hanno deciso di non uscire dalla loro situazione! Non mi pare di doverci rimettere anche io con loro!!!Aggiunger alla lista delle cose da tenere ben presente per la qualit della mia vita anche di non frequentare persone negative come le mie amiche.E lo stesso per gli uomini, sempre in cerca di conferme e attenzioni materne sia quelli che vanno in giro come cuccioli bastonati sia quelli che se ne vanno in giro con la maschera da grandi uomini.E’ vero, Ilaria, io stento a credere che ci siano uomini diversi, perch le mie esperienze passate e le mie attuali conoscenze mi sembrano tutte a quel livello. Sono cos anche i compagni delle mie amiche ed cos qualche collega di lavoro.Tanto che davvero gli uomini non sono tutti cos ? Mi sa che ho bisogno di sentirtelo dire ancora

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