counseling e coaching a treviso. diario della quotidianità di una professionista nella relazione d'aiuto.

 

Ognuno di noi ne possiede uno, anche più di uno. Siamo sicuri di conoscerlo? Siamo certi di averlo fatto venire allo scoperto? Oppure lo abbiamo sepolto tra le mille incombenze, tra i tanti DEVO, tra i NON POSSO?

Siamo tutti qui su questa Terra per uno scopo. Abbiamo tutti un perché. Spesso lo fuggiamo però.

Perché il dono che abbiamo non corrisponde a ciò che si aspettano gli altri, perché abbiamo deciso di vivere ad un livello di sopravvivenza, perché ci hanno fatto credere che non siamo all’altezza. Così sopraggiunge l’apatia, l’infelicità, il non sentirsi adeguati, l’incapacità di raggiungere gli obiettivi. Perché in fondo ciò che facciamo non è quello che veramente desideriamo.

Il desiderio, quello ardente, quello che prende il sopravvento… chissà quand’è l’ultima volta che lo abbiamo sperimentato.

Ma come si trova il nostro dono? Continuando a porci domande.

Chi sono veramente? Quale dono cerca di emergere in me? Come posso essere più me stesso? Cosa mi da la gioia più grande? Quando chiediamo il nostro cervello si mette in attesa di risposte. Risposte che possono arrivare in modi diversi. A noi il coraggio di coglierle.

Tutto ciò è possibile, tutto ciò è realizzabile. Il primo passo è liberarci dalle nostre convinzioni limitanti, liberarci dal giudizio del prossimo, liberarci dai sensi di colpa.

Insomma, il primo passo è AMARSI. Concederci il permesso di perdonare i nostri errori passati e vivere nel presente. Un percorso che si può intraprendere da soli o con l’aiuto di un operatore. Un percorso di amore e pace. VERI.

*da un articolo scritto per MarcaAperta


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