counseling e coaching a treviso. diario della quotidianità di una professionista nella relazione d'aiuto.

Che emozione vivere queste olimpiadi, anche se da casa!

Quello che mi appassiona è la determinazione dei favoriti per le medaglie così come lo spirito di partecipazione di chi sa già che quelle stesse medaglie le vedrà sempre e solo al collo di qualcun altro.

Perché per i pochi che vincono ce ne sono tantissimi che partecipano solo per rappresentare uno sport, un Paese, per dire un giorno “Io c’ero”.

Vedere i volti degli atleti britannici, supportati da un pubblico sempre numeroso, ascoltare inni nazionali che difficilmente avremo occasione di risentire (l’atleta del kazakistan del salto triplo femminile, una novità per l’atletica leggera), essere consapevoli di fare un pezzo di storia.

E immaginare tutta la fatica, tutta la programmazione, tutte le aspettative dietro ad una singola gara, la felicità o la delusione per il risultato.

La sfida principe per me in questa olimpiade? Il Bronzo di Valentina Vezzali, agguantato a 12 secondi dalla fine, infilando 4 stoccate di fila. Come dire: l’oro questa volta non è mio, ma non mollo adesso!

E ogni volta non riesco a non paragonare queste olimpiadi a quelle che viviamo tutti i i giorni: alla gara contro il tempo per arrivare in orario, a quella per il multitasking, a quella per la cena messa in tavola nel minor tempo possibile…

Perché anche noi siamo parte di un pezzo di storia, che rimarrà indelebile nella nostra anima e in quella delle persone che incontreremo durante tutte le sfide.

Perché “anch’io c’ero” appartiene a tutti!


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2 commenti

  1. 24 agosto 2012    

    grazie

  2. 6 agosto 2012    

    sempre interessante. Un bacio e felici vacanze!!!

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